Dissenteria e Diarrea

Solitamente quando si fa uso della parola “diarrea” o “dissenteria” si fa riferimento allo stesso concetto. In realtà, si tratta di due termini in parte connessi, ma con sintomi e problematiche differenti.
In queste pagine potrai capire la loro differenza, ma soprattutto i sintomi, le cause e le cure necessarie.
In particolare affronteremo alcuni punti importanti:

Cos’è la diarrea
Cosa fare
La diarrea nei neonati
Cos’è la dissenteria
Dissenteria amebica

Diarrea

Feci nella diarrea
Forma e consistenza delle feci legata alla diarrea piuttosto che alla stitichezza.

Viene definita diarrea la frequente evacuazione anormale di feci semiliquide dall’intestino. Può essere dovuta ad una disfunzione del tratto gastrointestinale (deficit funzionale) o ad altre specifiche malattie. Il difetto di un normale funzionamento intestinale può essere collegato con disturbi mentali, come ad esempio la paura, e scompare non appena lo stress mentale viene rimosso. Una diarrea acuta, in una persona normale, con intestino sano, può essere causata da timore o panico.
L’espressione popolare “ero così spaventato che me la sono fatto addosso” trova così il suo fondamentale medico. La stessa cosa avviene tra gli animali.
Se la condizione di timore o di terrore permane a lungo, generalmente gli animali manifestano stipsi (stitichezza) piuttosto che diarrea. Di regola, la diarrea è la conseguenza di un passaggio troppo rapido di cibo già ridotto in poltiglia attraverso l’intestino. Il transito dipende dal tono dei muscoli intestinali posti sotto il controllo di parti del sistema nervoso autonomo. Quando gli stimoli nervosi vengono aumentati, le contrazioni della muscolatura liscia intestinale aumentano di pari passo, cosicché il cibo scorre più velocemente attraverso l’intestino.Dal momento che l’influenza del cervello sul sistema nervoso autonomo è notevole, gli stimoli che provengono da stress mentali o da emozioni, possono essere trasmessi dal cervello al sistema nervoso autonomo. L’aumento di attività della muscolatura dell’intestino tenue, non causa invariabilmente diarrea. Se i residui alimentari rimangono abbastanza a lungo nell’intestino crasso, le feci hanno il tempo di solidificarsi.
Una delle principali funzioni dell’intestino crasso è il riassorbimento di acqua dai residui alimentari, cosicché le feci possano consolidarsi.
Quando l’evacuazione è di tipo semifluido o addirittura liquido, significa che l’intestino crasso non riassorbe acqua o può addirittura esso stesso eliminare acqua. La diarrea è generalmente accompagnata da segni e sintomi dovuti alla perdita di liquidi. Nei casi più gravi, viene anche escreto il liquido del compartimento intracellulare, cosicché il liquido cellulare si inspessisce, in altre parole conterrà più sostante disciolte per unità di volume. Il paziente si lamenterà per una sensazione di sete, resa ancora più acqua dalla fuoriuscita di liquidi dalle cellule. Una improvvisa e copiosa diarrea può essere accompagnata da una tale abbondante perdita di liquidi, da porre il paziente in stato di shock. Il volume del sangue circolante può essere a tal punto diminuito che il cervello viene insufficientemente irrorato e il paziente perde coscienza.

Cosa fare quindi?

Curare la diarrea
Durante il manifestarsi della diarrea e dopo, è bene tenere un regime dietetico controllato. Sarà infatti importante consumare solo determinati cibi.

La prima cosa da fare è quindi somministrare copiose quantità di liquidi ai pazienti affetti da diarrea, anche se questo può provocare all’inizio un aumento del numero delle scariche intestinali. La diarrea può essere senza pericolo, ma può anche essere causa di morte.
Il medico quindi è tenuto ad iniziare subito il trattamento, anche prima di conoscerne la causa. Dipendendo dalla gravità e dalla causa di diarrea, il medico dovrà prescrivere 24 ore di digiuno e qualche giorno di riposo a letto. Essenziale è la restaurazione della bilancia idrico-salina: i liquidi ed i sali devono essere rimpiazzati. Successivamente, va osservato un regime dietetico stretto, consistenze di cibi leggeri, all’inizio solo acqua, in seguito, seguendo questo ordine: tè debole, riso, brodo privo di grassi, fette di pane biscottato, toast, pane tostato ecc. e le quantità vanno aumentate di volta in volta.
La somministrazione di farmaci ha lo scopo di deprimere un’attività troppo elevata della muscolatura intestinale e di sopprimere una condizione infiammatoria, se presente. Se necessario, si possono dare dei sedativi. Dal momento che una grande quantità di succhi intestinali può andare perduta, essi devono essere sostituiti attraverso una delle molte preparazioni di uso corrente.

La diarrea connessa ad altre malattie

Infezioni intestinali

La causa più comune di diarrea è una infezione aspecifica dell’intestino che può essere causata da molti generi di batteri. Quando alle feci si mescola il sangue, va sospettata una dissenteria; se le feci sono risiformi, è possibile una infezione colerica. Anche la tubercolosi intestinale – soprattutto se localizzata al tratto di congiunzione tra l’intestino tenue e l’intestino crasso – è spesso accompagnata da diarrea.
Infezioni dell’intestino crasso con presenza di ulcerazioni (colite ulcerosa) comportano la presenza di sangue e muco nelle feci, e causano anche febbre e perdita di peso.

Disturbi digestivi

Disturbi digestivi diarreaUna digestione anormale (dispepsia) può essere la conseguenza di una deficienza enzimatica o di un rapido transito attraverso l’intestino tenue. La discesa si fa ancora più veloce in seguito all’accumulo di residui alimentari, insufficientemente digeriti, nell’intestino. Quando la produzione di succo gastrico è deficiente, o assente (anacidità), o in casi di grave deficit della secrezione di enzimi da parte delle cellule della parete gastrica, la diarrea è frequente. Anche un deficit della funzionalità pancreatica può colpire il processo digestivo e causare diarrea. L’esame delle feci può spesso indicare la natura della diarrea.
Se gli zuccheri sono stati metabolizzati in modo inadeguato, la fermentazione con batteri potrà portare ad anormali processi di fermentazione. Le feci avranno un colore lucente con visibili bollicine di gas e contemporaneamente poco odore. Un deficit del metabolismo proteico causa un anormale processo di putrefazione: anche in questo caso le feci sono ripiene di bolle di gas, ma il loro colore sarà scuro. Nella sprue tropicale, ad essere insufficiente è il processo digestivo dei grassi, le feci assumono una colorazione grigio-giallastra ed emanano un cattivo odore. L’insufficienza sia proteica, che degli zuccheri porta a perdita di peso.

Tumori intestinali

Le sostante tossiche secrete da un tumore possono portare a diarrea. Se, comunque, il tumore occupa l’intero spazio del lume intestinale, il paziente diventa costipato. È quindi importante, nei casi di irregolare evacuazione dell’intestino, tenere presente questi fattori.

Altre cause

Possono essere: intossicazione da mercurio, da zinco, da piombo, da cadmio. Anche in seguito all’ingestione di cibi tossici o avariati, come ad esempio i funghi, si può manifestare diarrea. Può anche capitare in concomitanza con una influenza, o con delle malattie esantematiche dell’infanzia, come il morbillo, anche come conseguenza dell’uso di alcuni farmaci.

Diarrea nei neonati

Nei primi 2-3 giorni di vita, un neonato normalmente ha da 4 a 6 scariche intestinali al giorno.
Il colore varia da un verdastro scuro ad un giallo brunastro, essendo le feci colorate dai pigmenti biliari escreti attraverso i canali biliari fetali durante la gestazione.
Dopo 3 o 4 giorni, l’evacuazione di feci verdastre, semiliquide, prive di forma è cosa normale; dopo pochi giorni le feci diventano molli, piuttosto omogenee, raramente solide, e che stanno attaccate al pannolino.
Diarrea nei neonatiQuando un neonato ha diarrea, può avere da 5 a 15 scariche quotidiane. In modo tipico, la normale consistenza solida delle feci si muta in consistenza liquida, la colorazione è verdastra-giallastra o verdastra-brunastra; tali scariche lasciano grandi anelli liquidi sui pannolini che possono anche danneggiare la cute perianale dei bambini.
Una diarrea che dura a lungo è una grave condizione, e deve essere trattata da un medico. La frequenza delle morti per diarrea è stata grandemente ridotto da quando il latte, usato per preparare il biberon, è più attentamente trattato; il cibo dei bambini preparato da persone più competenti; e da quando sono stati introdotti gli antibiotici.

Sindromi diarroiche

La diarrea può essere un sintomo di malattie, non soltanto dell’intestino, assai diverse fra loro, o anche di stati psicologici anormali, quali la paura e il panico. Le malattie che interessano l’intestino sono:

  • infezioni intestinali: dissenteria (sangue mescolato alle feci), infezione colerica (feci risiformi), tubercolosi intestinale, colite ulcerosa;
  • disturbi digestivi, dovuti in genere a deficiente produzione di succo gastrico;
  • tumori intestinali (solo nella prima fase, perché in quella più avanzata si ha costipazione);
  • intossicazioni da: mercurio, zinco, piombo, cadmio, funghi, cibi putrefatti.

Comunque, normalmente tali sintomi sono dovuti a un colpo di freddo o qualche cibo controindicato. In questi casi è sufficiente un antidiarroico, reperibile in qualsiasi farmacia.

I fattori patogenetici sono numerosi e spesso associati:

  • l’accelerazione del transito intestinale. Ciò si verifica, per esempio, nel colon irritabile, nel diabete o per cause emotive;
  • l’aumento di secrezione di acua dalla parete intestinale del tenue. Questa diarrea “secretiva” si ha nelle enteriti da vibrione colerico, da Escherichia coli, da Clostridium welchii. Mediatore di questo processo è il cAMP (adenosin monofosfato ciclico), la cui sintesi aumenta per azione dell’adenilciclasi contenuta nelle cellule intestinali, sotto lo stimolo batterico. Un aumento della secrezione idrica si può avere anche per effetto della stasi venosa, come nello scompenso caridaco congestizio e nella cirrosi epatica. Un caso molto interessante è quello della sindrome indicata con la sigla WDSH (Watery Diarrhea, Steatorrea, Hypokalemia: diarrea acquosa, steatorrea, ipopotassiemia), causata da tumori secernenti degli enterormoni diarrogeni, come alcuni peptidi (GIP,VIP);
  • il minore assorbimento dell’acqua per alterazioni dell’epitelio, dei vasi sanguigni, delle ghiandole linfatiche. Questo meccanismo interviene nelle sindromi spruetiche;
  • l’aumento dell’osmolarità del contenuto intestinale, con conseguente richiamo di liquidi nel lume. Questo meccanismo agisce nei processi di maldigestione ed è lo stesso della diarrea osmotica indotta dai purganti salini.

Alcune delle cause principali della diarrea, possono portare a due tipi: diarrea acuta e diarrea cronica.

La prima, la diarrea acuta, può essere causata da:

  • infezioni virali (specialmente virus ECHO);
  • infezioni batteriche (salmonelle, sighelle, Escherichia coli);
  • tossinfezioni alimentari (stafilococchi);
  • infezioni protozarie (amebe, giardia);
  • intossicazioni (funghi, anticrittogamici);
  • eccesso di acqua e di alcuni prodotti alimentari (prugne, rabarbaro);
  • reazioni allergiche;
  • stress emotivi;
  • farmaci;
  • diarrea del turista (modificazione della flora batterica).

La seconda, la diarrea cronica, può essere invece causata da:

  • insufficienza digestiva;
  • malassorbimento;
  • alterazioni endocrine (ipertiroidismo, morbo di Addison);
  • disvitaminosi;
  • diabete mellito (pellagra, uremia).

Dissenteria

Batterio dissenteria
Il batterio responsabile della dissenteria.

La dissenteria è una malattia intestinale caratterizzata da diarrea contenente muco e sangue. Esistono due generi di dissenteria correlati a organismi patogeni differenti:

  • da batteri;
  • da parassiti unicellulari detti amebe.

La dissenteria batterica (causata dalle specie della Shigella) insorge soprattutto in climi moderati, mentre la dissenteria amebica è una malattia tropicale. La dissenteria bacillare è causata da vari tipi di batteri. Il decorso della malattia può variare da una debole diarrea a condizioni fatali. Il periodo di incubazione è variabile: da 1 a 7 giorni dopo la contaminazione. Generalmente un attacco acuto con febbre è seguito da crampi addominali e diarrea. I pazienti si lamentano di forti dolori all’addome a volte accompagnati da crampi insopportabili (coliche). Le feci sono liquide, con muco, pus e spesso sangue. Scariche diarroiche frequenti – fino a 25 al giorno – possono causare una eccessiva perdita di liquidi, e costituire un sintomo allarmante.

Disidratazione

Il fenomeno della disidratazione costituisce una alterazione del ricambio idrico, che può avere cause primitive o secondarie ad altre malattie. La disidratazione si distingue in ipertonica, la più comune, causata da un insufficiente apporto di acqua, o da diabete insipido; in ipotonica, caratterizzata da una maggior perdita di sali di iodio che non di acqua, e causata da insufficienza renale cronica, o da stati prolungati di vomito e diarrea; e infine in disidratazione isotonica, anch’essa causata da stati prolungati di vomito e di diarrea, ma determinata dalla perdita di secrezioni digestive, con perdite di acqua e di sodio in quantità uguali di pressione osmotica.

Trattamento

Dissenteria bambini
La dissenteria colpisce soprattutto i bambini, specialmente quelli delle zone povere.

Il trattamento della dissenteria consiste nella somministrazione di fluidi, sulfamidici e antibiotici. L’incidenza di questa malattia altamente infettiva è di 1-50 per 100.000 abitanti all’anno. Quando ci si trova di fronte ad una frequenza di 50 casi su 100.000 abitanti, si parla di grave epidemia come quella che ha colpito l’Europa occidentale nel 1959. In più della metà dei casi, questa patologia colpisce i bambini sotto i 10 anni di età. La malattia si diffonde per contatto diretto o indiretto, tra le altre cose attraverso l’acqua, i cibi, le mosche. Località affollate, specialmente da una massa di persone sotto nutrite, che vivono per di più in condizioni malsane e non igieniche, favoriscono lo scoppio di epidemie. Perciò è importante isolare i pazienti, disinfettare le loro feci e la loro biancheria notturna; prendere misure preventive per evitare la diffusione dell’infezione per contatto, per esempio: lavarsi le mani.

Nell’Europa Occidentale la dissenteria, generalmente, raggiunge il suo acme durante i mesi invernali, soprattutto nelle città; la scuola può essere una pericolosa fonte d’infezione. Dal momento che durante una epidemia si manifesta anche la condizione dei portatori sani di germi, è estremamente utile esaminare le feci di tutte quelle persone che hanno, o hanno avuto, contatti con il paziente, così da isolarli: infatti i portatori sani sono in gran parte responsabili della propagazione dell’infezione.

Dissenteria amebica

La dissenteria amebica non ha decorso specifico. Tale processo patologico ha vari gradi di variabilità nelle diverse parti del mondo. I parassiti sono alloggiati principalmente nella membrana mucosa dell’intestino crasso, dove consumano la parete e si cibano di globuli rossi. Questi organismi unicellulari non potrebbero sopravvivere fuori dal corpo umano. Sono raggruppati in formazioni stabili e formano delle cisti del diametro di poche centinaia di millimetri.
Una volta eliminati con le feci, sopravvivono nell’ambiente esterno per pochi giorni, e così possono contaminare acqua, cibi, ecc.

Dissenteria amebica – Sintomi

Dissenteria amebicaI sintomi sono crampi addominali con un elevato numero di scariche diarroiche ma in generale la condizione del paziente non viene seriamente danneggiata. Una complicazione peculiare è la formazione di masse neoplastiformi, o amebomi, che possono svilupparsi in ogni settore del tratto intestinale; queste vengono facilmente confuse con un tumore maligno (carcinoma).
Un’altra e non infrequente complicazione è l’ascesso del fegato.
Un dolore che insorge nella regione epatica e si irradia progressivamente nella zona dorsale e alla spalla destra è un sintomo tipico, inoltre il fegato risulta ingrossato e dolente alla pressione.

Dissenteria amebica – Trattamento

Le infezioni amebiche vengono trattate con farmaci, mentre il contenuto dell’ascesso epatico può essere drenato dopo puntura esplorativa.