Ano e retto

ano rettoL’ano costituisce l’apertura esterna del retto, cioè l’ultima porzione del colon. L’ano è costituito da due formazioni muscolari ad anello che decorrono a livello del pavimento pelvico; il canale da esse circoscritto prende il nome di dotto anale. Il retto giace a livello della parete posteriore della piccola pelvi, e dopo un ripiegamento verso il piano posteriore termina nell’apertura anale.
I muscoli anulari dell’ano sono molto importanti per la funzione del retto, e cioè per garantire rispettivamente la ritenzione o il passaggio del materiale fecale. La parete muscolare circolare che forma il colon si ispessisce dando origine a un muscolo anulare profondo detto sfintere interno. Si tratta di un muscolo liscio sotto il controllo del sistema nervoso autonomo, non soggetto quindi ad azione volontaria. Più in basso verso l’apertura anale è situato il secondo muscolo anulare, striato: lo sfintere esterno. Esso forma parte del pavimento pelvico ed è coinvolto nell’apertura o chiusura volontaria anale. Il meccanismo non è quindi controllato dal sistema nervoso autonomo, e di norma soggiace alla volontà individuale. L’ano si trova alcuni centimetri sotto il coccige e nelle donne è situato proprio posteriormente all’apertura della vagina.
Negli uomini esso si trova ben spostato dietro l’area di inserzione degli organi genitali. La membrana mucosa che riveste l’intestino trapassa il tessuto cutaneo a livello dello sfintere esterno. L’ano è riccamente innervato, e la regione circostante possiede un grande numero di vene e arterie. Le emorroidi costituiscono una dilatazione di tali vasi venosi.
Vediamo invece ora alcuni disturbi che colpiscono l’ano.

Prurito anale

Un prurito intenso può manifestarsi nella zona di passaggio tra la membrana mucosa e il rivestimento cutaneo. Nella maggior parte dei casi, non si hanno sintomi infiammatori. Il prurito induce manipolazione manuale, il che può aggravare l’irritazione cutanea. Di notte, a letto, sembra che il prurito diventi più forte.
Esistono diversi fattori causali: nei bambini può essere una conseguenza di infestazione da parassiti vermiformi, negli adulti di emorroidi, o di eczemi, ma anche una scarsa igiene locale può esserne responsabile. Il trattamento consiste essenzialmente in un’igiene accurata e nell’uso di pomate locali. A volte il prurito può dipendere da forme autosuggestive di stimolazione psicologica.

Fistola anale

Se un’infiammazione anale non è ben curata, può portare alla formazione di un ascesso profondo, di dimensioni contenute e canaliforme, situato internamente o in prossimità dell’apertura anale.
Dall’ascesso si può sviluppare una fistola comunicante con l’ano o con il canale rettale. Le emorroidi possono far insorgere una fistola. Una fistola superficiale decorre appena sotto la pelle in direzione dell’apertura anale, una fistola profonda di solito termina nel retto e a volte può perforare anche le formazioni muscolari sfinteriche.
La guarigione spontanea della fistola anale è difficile, poiché è esposta a reinfezione. Di solito, nelle sue vicinanze evolve un eczema.
Segni specifici sono costituiti da prurito e infine da ulcerazione all’atto della defecazione. Le fistole profonde, in particolare, necessitano di un intervento chirurgico, consistente in una incisione con eliminazione della fistola.

Ulcera anale

L’ulcera anale è una piccola rottura della membrana mucosa intestinale presso l’apertura anale, nella maggior parte dei casi situata nel punto di transizione con il tessuto cutaneo. Essa può essere provocata da feci molto dure, emorroidi, ecc. Una tale ulcerazione è molto dolorosa, soprattutto durante la defecazione, ma il dolore può persistere anche diverse ore, in modo tale da causare spasmo muscolare agli sfinteri.
Il paziente entra allora in un circolo vizioso: lo spasmo può indurre in lui paura a defecare e quindi, soprattutto nei bambini, può produrre un fatto congestizio, cioè di congestione.
Il trattamento consiste prima di tutto nella regolazione dell’attività defecatoria. Inoltre, l’ulcera può essere curata con farmaci locali. Se non regredisce, è necessario intervenire chirurgicamente, ma prima di operare si può tentare di provocare un rilassamento dei muscoli rettali sotto anestesia. Questa manovra è notevolmente benefica perché per diversi giorni il paziente è libero dagli spasmi, in modo da migliorare le possibilità di una soluzione.

Cancro anale

Diverse gravi forme di cancro si verificano abbastanza spesso nella regione di transizione con l’ano. Durante la mezza età e oltre, un certo numero di sintomi può indicare la presenza di un tumore.
Defecazione irregolare, diarrea prolungata e comparsa di secreto mucoso e di sangue nelle feci sono sintomi allarmanti. Il tumore può bloccare il colon così da indurre rigonfiamento del ventre. Il danno spesso è scoperto troppo tardi, ma se viene diagnosticato in tempo, l’intervento chirurgico comporta buone possibilità di sopravvivenza. In molti casi viene applicato un ano artificiale, provvedendo un’apertura dietro l’osso sacro o attraverso la parete addominale.

Prolasso del retto

La mucosa del retto può rilassarsi verso l’esterno. L’evento può essere dovuto a debolezza congenita dei tessuti di supporto, soprattutto del tessuto connettivo. La situazione può aggravarsi in seguito a defecazione irregolare, a diarrea o stipsi. Le emorroidi sono un altro motivo di insorgenza di un simile fenomeno. Spesso un trattamento non distruttivo può essere di aiuto, basandosi soprattutto sulla regolazione della defecazione. Se però tale misura fallisce, è necessaria la terapia chirurgica.

Retto

Il retto o intestino retto costituisce il tratto terminale dell’intestino crasso. Si tratta di un tronco di lunghezza di circa quindici centimetri che dalla terza vertebra sacrale si estende fino al pavimento pelvico, dove termina con il foro dell’ano.