Costipazione e stitichezza

La costipazione, cos’è?

La costipazione è un disturbo del passaggio del contenuto intestinale, come conseguenza del quale nell’intestino rimangono per lungo tempo feci indurite. La causa della costipazione intestinale può essere dovuta al tempo eccessivamente lungo che il cibo ormai digerito impiega per passare attraverso il crasso, o al fatto che le feci si accumulano nel retto senza sollecitare il riflesso rettale. Di solito entrano in gioco entrambi i fattori. Spesso svolge un ruolo negativo anche una dieta non equilibrata.
Il passaggio del bolo alimentare attraverso l’intestino è regolato dal lavoro degli organi deputati, a loro volta controllati dal sistema nervoso periferico. Questo lavoro comprende anche le contrazioni per mezzo delle quali l’intestino spinge avanti il bolo (peristalsi). Il passaggio dipende anche dalla distensione meccanica degli intestini, che di riflesso provoca la contrazione dei muscoli della parete intestinale.

Costipazione

L’influenza del sistema nervoso autonomo deve essere considerata sulla base della più generale attività del sistema nervoso nel suo complesso. Le persone che non dimostrano un eccessivo grado di attività possono avere in questo senso più problemi per quanto riguarda il funzionamento intestinale. La distensione dell’intestino dipende anche dalla composizione del cibo. Alimenti che contengono una certa quantità di materiale non digeribile, come i vegetali, la frutta cruda e il pane fatto con farina di frumento, inducono il movimento intestinale e, come risultato, più facilmente passano attraverso l’intestino producendo feci morbide.
Altri fattori interessati sono l’aumento del metabolismo che favorisce l’attività intestinale, e certe abitudini igieniche. La costipazione è meno frequente quando, insieme ai normali riflessi intestinali, il regolare funzionamento viscerale viene favorito fin dalla giovane età. I riflessi più importanti hanno luogo nello stomaco subito dopo il pasto.
Movimenti intestinali stimolano il passaggio del bolo verso il retto provocando l’insorgenza del riflesso rettale. Inoltre, alcuni farmaci che inibiscono l’attività intestinale possono provocare costipazione, così come un lungo periodo di forzato riposo a letto, che riduce l’attività corporea.
Anche la gravidanza, se avanzata, può favorire la costipazione poiché i movimenti intestinali sono inibiti per via ormonale, così come può indurre tale effetto un cambiamento di dieta o di ambiente, o un cambiamento da un lavoro attivo a un lavoro sedentario. Anche se l’unico sintomo immediato di costipazione è costituito dall’escrezione di feci dure, aumenta la possibilità della formazione di emorroidi e di ragadi anali. Non ha invece alcun fondamento la vecchia credenza che il contenuto intestinale possa avvelenare lentamente il sangue. La costipazione intestinale è un sintomo che compara in molte malattie ed è importante consultare il medico se ci si accorge di un’alterazione nel ritmo della defecazione senza cause evidenti che possano essere eliminate dal paziente stesso mediante un cambiamento della dieta o delle abitudini di vita in generale. Oltre a cattive abitudini e a una dieta sbagliata, cause fondamentali della costipazione intestinale, ci sono numerose malattie che possono indurla, tra cui i tumori del crasso.
Se l’attività intestinale tende ad essere piuttosto lenta, alla dieta deve essere aggiunto del cibo capace di costituire una certa massa, come verdura, frutta, pane, mentre dovrebbero essere evitati il latte, le uova, le banane e la farina. Anche il tè e il cioccolato non sono molto indicati. L’attività fisica, soprattutto all’aria aperta, è certamente importante. Il medico potrà prescrivere dei lassativi. Il fattore peraltro più importante è costituito da un sano modo di vivere.

Stitichezza (stipsi)

StitichezzaCon il termine stitichezza si intende la lentezza e la difficoltà di svuotamento dell’intestino, dovute alla stasi del contenuto, che vi rimane troppo a lungo fermo a causa dell’insufficienza dei movimenti della muscolatura liscia delle pareti intestinali. Le feci diventano secche e dure.
In condizioni normali, l’intestino si svuota una o due volte al giorno, o al massimo, una volta ogni due giorni. Quando la muscolatura intestinale è debole, il contenuto si muove con difficoltà, quando la muscolatura è tesa, l’intestino è sottoposto a continua pressione, cosa che rende impossibile qualunque movimento intestinale.

La stitichezza è anche conseguenza delle abitudini della nostra società: vita sedentaria, cattive abitudini alimentari, difetti congeniti e situazioni psicologiche quali la tensione, la preoccupazione e l’insicurezza.
Può anche essere associata a malattie della cistifellea, a ulcere gastriche, a tumori intestinali, ecc.

Il trattamento consiste in una rieducazione dell’intestino e in una dieta adeguata, se i muscoli intestinali sono rilassati, e, se sono tesi, nella somministrazione di farmaci spasmolitici, oltre ai tentativi quotidiani di regolare e di liberare l’intestino.