Enterite

Enterite, cos’è?

L’enterite è una infiammazione dell’intestino tenue di solito limitata alle membrane mucose.
Per quanto riguarda l’enterite acuta, essa è provocata soprattutto da batteri (del tifo, paratifo e dissenteria) ingeriti con alimenti andati a male (lattuga, latte, uova) o acqua non potabile.

Enterite acutaSi tratta di una malattia seria che può essere anche letale se non curata in tempo. Nella maggioranza dei casi comunque viene curata a casa anche se bisogna dire che si tratta di una malattia contagiosa.
Per diagnosticare l’enterite è necessario eseguire una coltura delle feci (coprocoltura).
Solitamente la cura di questo virus impiega grosso modo 1 o 2 settimane ed è importante osservare in questo periodo una dieta corretta e una adeguata somministrazione di liquidi.
I portatori sani di germi costituiscono un problema particolare: si tratta di individui che non manifestano sintomatologia clinica ma che trasportano una gran quantità di bacilli nella loro cistifellea. Questi germi vengono espulsi con le feci e possono contaminare acqua e cibo.
Anche gli animali possono essere contaminati e eliminare i bacilli attraverso i propri escrementi.
Una forma secondaria di contaminazione si ha attraverso il consumo di carne proveniente da animali ammalati (soprattutto maiali e pollame) o dei loro prodotti (soprattutto uova, latte). Una o due settimane dopo la contaminazione , evolvono processi infiammatori e aree ulcerative nella membrana mucosa dell’intestino tenue. Attraverso il danno della mucosa e del tessuto sottostante ricco di vasi sanguigni, i bacilli possono diffondersi attraverso la circolazione in tutto il corpo.

EnteriteNell’infiammazione tifoide dell’intestino, i sintomi principali sono la diarrea (con sangue nelle feci e muco), febbre e punti rossi sull’addome. La diffusione dei bacilli e la tossina da essi liberata nell’organismo, danno luogo a diversi sintomi specifici, come irrequietezza, ottundimento della coscienza, stati confusionali. Questi sintomi hanno dato il nome alla malattie tifoide, in quanto tifo significa appunto stato di stupore. Gravi complicazioni sono costituite da emorragia e danno della parete intestinale. Anche il bacillo del paratifo provoca sintomi analoghi, tuttavia in modo meno grave. Non si osservano neppure gli stati di stupore e confusionali tipici del tifo.
La dissenteria (una malattia tropicale provocata da un organismo unicellulare, una ameba) è caratterizzata da febbre e scariche intestinali contenenti sangue. La maggior parte delle infezioni intestinali rispondono bene al trattamento antibiotico; tuttavia, a volte, gli antibiotici possono provocare l’instaurarsi di fatti infettivi. Diversi antibiotici conosciuti, ad esempio usati per combattere affezioni delle vie respiratorie, distruggono al tempo stesso la flora batterica del colon. Poiché questa flora batterica ha una funzione di grande utilità, tra l’altro quella di condensare i residui della digestione alimentare, la sua distruzione può da sola dare origine a sintomi patologici. Questi sintomi scompaiono, frequentemente, appena cessa il trattamento antibiotico. L’infiammazione cronica è spesso circoscritta all’ileo e al colon.
La cosiddetta enterite regionale è localizzabile, nella maggior parte dei casi, nell’ultimo tratto dell’ileo. La causa non è nota: si assiste ad una infiammazione cronica della membrana mucosa e del tessuto sottomucoso, seguita da proliferazione del tessuto connettivo, che riduce l’ultimo tratto dell’ileo in un tubo stretto e rigido. L’infiammazione si diffonde nelle immediate vicinanze, il che può comportare il coinvolgimento delle anse intestinali più vicine del tenue e del colon. Inoltre alla proliferazione di un tessuto connettivo può talvolta aggiungersi anche la formazione di un’ulcera. In passato, la tubercolosi intestinale dovuta a ingestione di latte contaminato era frequente, mentre oggi, in conseguenza di pratiche igieniche molto più diffuse, è un evento raro.